Dallo scorso 28 giugno tutte le PMI europee sono obbligate a rendere i propri siti web conformi alla direttiva dell’Unione Europea (UE 2019/882), meglio conosciuta come European Accessibility Act (EAA). Come già visto in precedenza, stabilisce requisiti di accessibilità per prodotti e servizi digitali. Adeguarsi non è solo un obbligo legale, ma rappresenta anche un’importante opportunità di crescita per le aziende e i professionisti che operano nel digitale. Un sito web accessibile offre una serie di vantaggi concreti, migliorando l’esperienza utente, aumentando il traffico e rafforzando il posizionamento online.
L'European Accessibility Act (EAA) sta per rivoluzionare il panorama dell'accessibilità digitale in Italia, dal 28 giugno 2025 infatti, tutte le PMI europee sono obbligate a rendere i propri siti web conformi alla direttiva dell’Unione Europea (UE 2019/882) che stabilisce requisiti di accessibilità per prodotti e servizi digitali. Il termine segna la fine del periodo di transizione, durante il quale le aziende hanno potuto adeguarsi alle nuove normative.
Se aspettavi già da tempo aspettavi l’occasione per ammodernare l’infrastruttura informatica della tua azienda o per investire su di essa, questo è il momento giusto. È appena partita la precompilazione per il contributo a fondo perduto del 50% sulle spese in innovazione digitale.
Il Ministro dello Sviluppo Economico e il Ministro dell’Economia e delle Finanze hanno firmato il Decreto attuativo per l’erogazione di Voucher del valore massimo di 10.000 € a favore della digitalizzazione delle PMI.
Pronto per la tua azienda un Voucher Digitalizzazione per interventi di ristrutturazione informatica, di digitalizzazione dei processi, di formazione qualificata in ambito ITC e di acquisto di hardware, software e servizi di connettività e banda larga, che va a coprire il 50% delle spese sostenute fino a un massino di 10.000€.
Google prosegue nella sua politica di sensibilizzazione al problema della sicurezza sul web con una serie di misure. A partire da gennaio 2017, il browser proprietario Chrome etichetterà come “non sicure” tutte le pagine web che raccolgono dati sensibili, come credenziali di accesso e dati di carte di credito e transazioni bancarie, a meno che le pagine non siano pubblicate tramite protocollo HTTPS.
Attualmente Google “consiglia” il passaggio di determinate categorie di pagine web, che ora andremo ad analizzare, ma sappiamo bene che i consigli di Google equivalgono a veri e propri ordini per chi vuole essere presente sul motore di ricerca in determinate posizioni.
